Sanità, le Regioni in rivolta contro i tagli

“Altri tagli nella sanità? Non se ne parla”. Eccola, puntuale, la risposta delle Regioni al premier Renzi, a caccia di 20 miliardi di euro con cui riempire la legge di stabilità. I governatori non vogliono sentir parlare di sforbiciata da 3 miliardi di euro, né hanno intenzione di mettere in discussione il Patto per la Salute, siglato poco più di un mese fa al termine di un faticoso lavoro. Fonti di Palazzo Chigi riferiscono che “nessuno nel governo vuole operare altri tagli nella sanità, ma allo stesso tempo nessuno vuole gli sprechi”. Pronta la replica del presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino: “Ne prendo atto con soddisfazione, anche se siamo ancora di fronte a notizie di stampa”. La sensazione è che il confronto tra le parti andrà avanti fino a domenica, termine entro il quale ogni ministero dovrà mettere nero su bianco le proposte di tagli per i singoli dicasteri.

Al termine della riunione dei governatori Chiamparino aveva chiarito: “A inizio agosto abbiamo firmato con il Governo un patto d’onore che prevedeva da parte nostra l’ottemperanza alle regole e alle indicazioni del Patto per la salute in termini di riordino dei servizi sanitari entro la fine dell’anno. Da parte del governo l’impegno ad un fondo di 109 miliardi con un aumento di 2,5 miliardi l’anno per il 2015 e per il 2016. Se il governo viene meno a questi impegni, viene anche meno il patto con noi e si rompe il rapporto di fiducia. Quell’impegno e’ scritto nero su bianco. Noi vorremmo continuare il rapporto di collaborazione”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, mentre il governatore del Veneto, Luca Zaia, è ancora più duro: “Ci pensino bene prima che possa mettersi in moto una vera rivolta”.

Da parte sua il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si è detta pronta a offrire il proprio contributo (il 3% del budget del ministero, ndr), al pari degli altri dicasteri. “Siamo nel pieno di una stagione di riforme che non è in un unico blocco ma che ha visto la realizzazione di alcuni aspetti, e spero ci permetterà un’operazione di programmazione che porterà dieci miliardi di euro da reinvestire. Spero quindi che non ci siano tagli al fondo sanitario– ripete da giorni Lorenzin- In questo anno e mezzo abbiamo messo in campo un profondo lavoro e vorremmo poter continuare”. Il timore della Lorenzin, però, è che il governo non le lasci via d’uscita, facendo scattare quella che lei chiama la ‘clausola del meteorite’. “Se ci sarà una necessità reale dello Stato bisognerà affrontarla. Altra cosa, però, è il contributo che il ministero dovrà dare”.

(Fonte Agenzia Dire – www.dire.it)

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