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Mobilità e Passante di Mezzo: non torniamo al passato

Riguardo la situazione della mobilità bolognese, Legambiente ha apprezzato l’importante ripensamento, dopo quasi vent’anni di ostinata perseveranza, compiuto sul progetto del Passante Nord. Un risultato per cui l’Associazione si è battuta a lungo assieme a comitati e buona parte della cittadinanza.

Se risulta cruciale mantenere le risorse economiche su Bologna al fine di risolvere le criticità del nodo metropolitano, non ha convinto tuttavia l’ennesimo accordo, scaturito ad aprile, che prospetta la destinazione delle risorse nazionali, non ad un intervento complessivo sulla mobilità, agendo su strada, trasporto pubblico e ciclabilità, ma per un’ipotesi di progetto imperniato sulla sola gomma. Questo nonostante il nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, da poco presentato dalla Città Metropolitana, si prefigga di spostare ingenti flussi da auto ad altre forme di mobilità, sia per riuscire a centrare gli obiettivi di riduzione di CO2 fissati a Parigi sia per la diminuzione degli inquinanti locali.

Giudichiamo sbagliato il percorso di vertice, governo-amministratori locali, senza il coinvolgimento preliminare dei cittadini e delle istanze di governo locale, Consiglio comunale e Consigli di Quartiere. E’ vero che dopo la presentazione del progetto preliminare è stato promesso un percorso partecipato, tuttavia con soli quattro mesi a disposizione (con luglio ed agosto nel mezzo) l’impressione è quella di trovarsi di fronte ad una soluzione già blindata.

Per tali motivi chiediamo ai candidati sindaci di Bologna di impegnarsi di fronte alla città su alcuni punti cruciali per mobilità ed in generale per la vivibilità e l’ambiente:

  1. che dopo le elezioni non arrivi ai tavoli di confronto un progetto preconfezionato su cui fare solo aggiustamenti, ma che venga presentato un vero ventaglio di proposte, con valutazione dei flussi di traffico fatte su ipotesi alternative, comprendenti la banalizzazione, e gli effetti di un vero potenziamento del trasporto pubblico. Solo con questi dati di scenario la città potrà fare una scelta consapevole che evidenzi i costi ed i benefici
  2. ci siano fin da subito garanzie sulle risorse destinate alla mobilità sostenibile. In mancanza di un pacchetto di risorse adeguate per la mobilità sostenibile, chiediamo un impegno ad agire sulle tariffe dell’autostrada introducendo una quota di sovrapedaggio da destinare alle infrastrutture del trasporto pubblico
  3. che i tempi di decisione sulla tangenziale non siano ridotti di fatto a pochi mesi  ma siano adeguati e permettano un confronto articolato in tutte le sedi locali
  4. che comunque l’intervento finale sulla tangenziale riduca significativamente i disagi delle aree attigue già oggi critiche, anziché aumentarle. In tal senso riteniamo sia percorribile pensare ad un vero interramento di tratti dell’asse tangenziale – autostrada nelle aree con residenze maggiormente prossime ad esso, oltreché alle previste opere compensative sul verde e alle barriere fonoassorbenti

Vi è la necessità di sviluppare, ora e per l’intera area bolognese, un confronto ampio e documentato che si misuri con le criticità del traffico,  coniugando i tempi di vita con la salute dei cittadini e mettendo in campo un complesso di soluzioni. Queste soluzioni vanno anzitutto ricercate nel trasporto su rotaia per passeggeri e anche per merci, su cui orientare le risorse finanziarie dei prossimi anni.

Su questo terreno, occorre ricordare che nel tempo sono stati invece fortemente depotenziati alcuni accordi istituzionali in grado di far compiere quel salto di qualità al SFM,  tale da ridurre considerevolmente (70.000 su 150.000) gli spostamenti quotidiani in auto, attraverso  corse ad intervalli di 15’ negli orari di punta, fermate e stazioni portate  a regime, raccordi funzionali bus-treno, dotazioni di convogli ecocompatibili e confortevoli, collegamenti passanti all’interno della stazione centrale di Bologna tra le diverse linee.

Chiediamo che le scelte di intervento che si andranno ad adottare siano in grado di risolvere i problemi di mobilità presenti e previsti, costituendo una risposta concreta, nel breve e nel lungo periodo alla congestione e all’inquinamento su vasta scala. Non riteniamo che il solo intervento stradale,  possa rispondente a questi requisiti.

Nel confermare la nostra disponibilità al confronto, che contiamo veda la partecipazione attiva dei cittadini, chiediamo ai candidati sindaco alla Città di Bologna e Metropolitana di assumersi l’impegno a misurarsi con il complesso di problematiche legate alla mobilità, senza seguire scorciatoie decisionali ed avendo anche il coraggio politico di rinunciare alla logica delle grandi infrastrutture auto-stradali.


Ufficio Stampa – Legambiente Emilia Romagna
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Gianluca Stanzani:
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