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La rubrica di economia: Cicale e formiche

Tempo fa, quando si faceva la classica domanda: “Perché risparmi?”, in pochi sapevano dare risposta. A volte era: l’acquisto della seconda casa, una macchina più grande o altri beni superflui. Non c’era bisogno di nulla, l’interesse dei BOT a un anno era superiore al 10% e con un piccolo gruzzolo ti costruivi un secondo stipendio; la pensione veniva calcolata sugli ultimi 5 anni di retribuzione, la sanità garantiva assistenza a tutti e l’istruzione universitaria dipendeva solo dalla volontà e non dalla possibilità. Non c’era bisogno della pensione complementare perché si sarebbe ereditato dai genitori. Gli stipendi erano sempre sicuri e abbondanti e i soldi che avanzavano venivano spesi in tutte le più fantasiose banalità che venissero in mente. In quei tempi i soldi hanno iniziato a perdere valore, ce n’erano in abbondanza da sprecarli in “sciocchezze inutili”. Il monito dei genitori sul risparmio risuonava quasi come un motivetto solo per quella parte che proprio non si riusciva a spendere o a chi si rifiutava di gettarne altri. I più avveduti compravano immobili perché il boom li faceva crescere e sembrare un investimento sicuro.
In quegli anni abbiamo iniziato ad allevare le cicale. Non siamo stati solo noi, certamente. La responsabilità non è solo e tutta nostra, perché tutto andava in questa direzione, ed era difficile resistere al vicino che acquistava la casa al mare, al parente che arrivava con l’auto nuova, alla moglie dell’amico che aveva la pelliccia di visone. Non c’era bisogno di altro che non fosse “inutile”. Quella abbondanza in quegli anni ha consumato quello che oggi manca alle nuove generazioni. Dobbiamo riprenderci. Se non impariamo a comportarci come ci hanno insegnato i nostri nonni ed essere nuovamente formiche faremo la fine della cicala.
Per un domani già presente, avremo necessità di soldi per la nostra vecchiaia, per garantire studi e esperienze ai nostri figli, per dare loro una opportunità in più in un mondo sempre più competitivo e la sanità sarà sempre più a pagamento. Dovremo convivere con incertezze e cambiamenti e dovremo imparare ad accantonare per i momenti difficili. Il denaro accumulato durante la vita attiva sarà utilizzato per mantenere la qualità desiderata e una vecchiaia in salute e piacevole; solo quello che resterà, passerà ai nostri eredi. È tornato il tempo delle formiche, che sanno organizzarsi, spendere oculatamente, utilizzano la sharing economy e hanno meno sete di proprietà, pianificano la loro pensione, sfruttano i tassi bassi per indebitarsi e si assicurano contro i rischi, fanno piani di risparmio per le loro esigenze future ed hanno scorte per gli imprevisti. Il loro futuro sarà sereno e costruito su solide basi.

Buon proseguimento.

fausto.marani@libero.it 
335-5684778

Federica Rondelli:
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