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Anzola Emilia: ciao Don Giulio

Oggi (16 luglio ndr) ci ha lasciato Don Giulio Matteuzzi parroco di Santa Maria in Strada dal 1992. Don Giulio, amava l’Abbazia di Santa Maria, dove ha costruito una comunità fatta di accoglienza, di solidarietà, di legami affettivi forti. Il suo essere in Parrocchia metteva in luce un grande impegno nella cura pastorale e spirituale, elementi essenziali, un percorso profondo dove la comunità diventa “famiglia”, una grande comunità caritatevole. Don Giulio Matteuzzi, laureato in lingue e letteratura straniere all’Università di Bologna e in Teologia presso l’Institut Catholique di Parigi, aveva una visione del mondo cosmopolita, uno sguardo attento e quotidiano, vigile sulla storia, riflessivo. Don Giulio ha vissuto 25 anni in Brasile a contatto con povertà e ingiustizie sociali, ha lottato per creare le “scuoline” a Salvador Bahia e nei vari territori dove ha esercitato il suo ministero. Sapeva creare opportunità per uscire da situazioni estreme di povertà e d’abbandono, da sempre sosteneva le associazioni brasiliane, i meninos de rua, mai dimenticando chi ha più bisogno del nostro aiuto. Questa sua esperienza missionaria ha gettato semi di apertura e tolleranza, creando momenti di approfondimento e riflessione per porre attenzione all’uomo, alla tutela della sua dignità, al diritto di vivere in un mondo che deve far crescere le sue radici in valori assoluti come giustizia, pace, amore. Spesso amava ripetere la frase “chi non vive per servire non serve per vivere” ed è proprio questo essere al servizio degli altri e caricarsi umanamente delle loro difficoltà e dei loro disagi che ha contraddistinto la personalità di Don Giulio mettendo in evidenza la sua generosità, l’altruismo e la grande empatia verso chi chiedeva ascolto. Don Giulio amava l’arte, in tutte le sue forme: pittura, scultura, cinema, musica, teatro, poesia, citava spesso la frase famosa “l’arte salverà il mondo” e tante sono le opere in Santa Maria di grandi scultori come Nicola Zamboni, Danilo Cassano, Michele Fabbricatore, Giuliana Guasti e tanti altri artisti che hanno lasciato un’impronta indelebile in questa Abbazia. Poi calendari con poesie e fotografie bellissime, tra cui quelle dello stesso Don Giulio e alcune raccolte di poesie con disegni di Nicola Zamboni e Wolfango. Per diversi anni è stata attiva “La compagnia stabile della Badia” dove gli attori facevano parte della comunità parrocchiale allargata agli amici della Badia. La compagnia si ritrovava per le prove nel cucinone con il grande camino, dove si studiava la messa in scena delle tante commedie poi rappresentate a San Giovanni in Persiceto e a Bologna. Don Giulio ha saputo creare un punto di aggregazione intergenerazionale di artisti che hanno sempre trovato nell’Abbazia un posto ideale per proporre le proprie opere ed esprimere la loro sensibilità. Centinaia di presepi etnici provenienti da ogni parte del mondo, presepi artistici e della tradizione arricchivano i Natali della Badia, momenti indimenticabili di vicinanza e fede. Tanti i bambini e le bambine che hanno partecipato alla Festa della Befana della Badia dove Don Giulio interpretava il ruolo del Mago, che lui diceva essere suo fratello gemello, tanti i giochi di prestigio, tanto divertimento per tornare insieme bambini nello stupore delle cose semplici.Per Don Giulio il momento più atteso era, ogni anno, la famosa Festa della Badia in occasione della Natività della Vergine Maria, dove il programma religioso che culmina con la Processione e la presenza del nostro Cardinale, si intreccia con il programma culturale e artistico, e soprattutto con un’offerta gastronomica d’eccezione con piatti della tradizione bolognese, senza dimenticare i mercatini, scatole a sorpresa, mercato equo solidale; un evento fortemente voluto da Don Giulio e supportato da volontari straordinari e generosi. Tutti gli anni la festa era allietata dal concerto giovane “Ensemble della Badia” diretto dal Maestro Stefano Chiarotti del conservatorio di Bologna. Nel 2015 e nel 2017 la Badia di Santa Maria in Strada ha ospitato la troupe dei registi Manetti Bros che hanno registrato due puntate dell’Ispettore Caliandro, di cui una totalmente incentrata sulla bellissima Abbazia. Don Giulio parlava spesso delle difficoltà dei giovani, del loro cercare un posto nel mondo e amava ricordare i tanti giovani attori e componenti della troupe impegnati nelle riprese e nella recitazione a cui lui spesso parlava confrontandosi con loro, ricordando il clima di coinvolgimento e accoglienza che si era creato con la comunità.Don Giulio ha collaborato per diversi anni con il “Corriere della sera” di Bologna dove curava la rubrica “All’ombra del campanile”; con la sua sensibilità sapeva approfondire diversi temi che toccavano la nostra Società.Don Giulio ha effettuato molteplici interventi di restauro della Chiesina di Ponte Samoggia e dell’Abbazia di Santa Maria in Strada, divulgandone la bellezza del complesso architettonico e l’aspetto naturalistico di un territorio che non ha eguali.Tante le mostre che ogni anno si avvicendavano in parrocchia, quadri, stampe, litografie, immagini fotografiche, libri antichi, santini, icone, libri religiosi, poesie di Davide Maria Turoldo, le edizioni di Don Primo Mazzolari, Don Milani, del Cardinale Lercaro, libri di scrittori avventurosi cone Emilio Salgari, Jules Verne, libri di Carlo Collodi, di Giovanni Pascoli, oppure la celebrazione di centenari tra cui Gianni Rodari, o libri intellettuali come varie edizioni della Divina Commedia e tanto altro ancora. lIl 30 maggio 2017 il Consiglio Comunale di Anzola dell’Emilia gli ha conferito la cittadinanza onoraria.Il 12 maggio 2020, il Santo Padre con Biglietto della Segreteria di Stato, ha notificato al Cardinale Arcivescovo la notizia che Mons. Giulio Matteuzzi é Cappellano di Sua Santità, con questo titolo ecclesiastico Don Giulio è diventato “Monsignore”. Ci mancherà moltissimo Don Giulio, con le sue “prediche” sempre dense di umanità e comprensione, con il suo modo si condividere racconti e storie della sua vita.Una comunità che rimarrà unita quella di Santa Maria in Strada per rendere onore all’insegnamento di Don Giulio, un luogo magico fuori e dentro il tempo, un luogo dove l’attenzione verso gli altri diventa coesione sociale, comunità di destino, un insegnamento per sempre.

dalla pagina Fb Comune di Anzola dell’Emilia

Gianluca Stanzani:
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