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L’obbligo di conservazione a norma del documento di trasporto (DDT)

Il DDT deve essere conservato in formato cartaceo o in formato digitale per un minimo di 10 anni, pena l’applicazione delle relative sanzioni amministrative previste dal decreto legislativo di riferimento. 

DDT è l’acronimo che, nel linguaggio tecnico, viene utilizzato per definire il “documento di trasporto”. Quest’ultimo è stato introdotto dalla normativa italiana con lo scopo di certificare il trasporto e il trasferimento di beni da parte di aziende, liberi professionisti o lavoratori autonomi soggetti a IVA.

Il DDT è un documento contabile che ha sostituito la precedente bolla d’accompagnamento. Ormai soppressa definitivamente, tale bolla fino a qualche tempo fa doveva obbligatoriamente seguire le merci in viaggio. Oggi la legge stabilisce quindi che, nel momento in cui i beni vengono movimentati, non è più necessario produrre una bolla di trasporto. È invece sufficiente compilare un analogo documento di trasporto con fini fiscali, il DDT per l’appunto.

Chi avesse interesse ad approfondire l’argomento può trovare una guida completa e dettagliata al documento di trasporto sul blog di Danea, un vero e proprio punto di riferimento per imprenditori, negozianti, artigiani e  commercianti  che desiderano restare aggiornati in materia di fisco e contabilità. La corretta compilazione del documento di trasporto è infatti fondamentale per procedere con una corretta movimentazione delle merci e, di conseguenza, per garantire un’efficace gestione del magazzino.

In aggiunta, redigere senza errori il DDT – in formato cartaceo o digitale, sono entrambi accettati – è importante per evitare il rischio di incorrere nelle sanzioni previste dal legislatore in caso di mancanze o inadempienze. Lo stesso discorso vale per la conservazione a norma del documento che accompagna i beni viaggianti. Come già avviene per la fattura elettronica, ormai obbligatoria per la stragrande maggioranza dei titolari di partita IVA, per poter essere reperito, verificato e controllato in qualsiasi momento dalle autorità preposte, il DDT deve essere conservato a norma. Questo significa che la conservazione deve essere effettuata seguendo un processo volto a garantire l’autenticità, l’affidabilità, l’integrità, la leggibilità e la reperibilità del documento stesso.

In base al Codice Civile, ogni documento di trasporto deve essere conservato in formato cartaceo o digitale per almeno 10 anni a partire dalla data di registrazione finale. Si tratta di un passaggio fondamentale, dal momento che la mancata conservazione dei documenti a fini fiscali viene punita con una sanzione di natura amministrativa che può arrivare fino a un massimo di 8mila euro.

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